Sono felice di vedere citati sia il Blog che il Forum e approfitto della circostanza per salutare e ringraziare tutti i cari ed affezionati utenti del Forum che con il loro spirito ed il loro contributo hanno creato un'isola felice.
Grazie.
Aurora
Le Orchidee.."Bellezze Naturali". "Un buon orchidofilo è colui che unisce l'esperienza alla conoscenza."
Blog e Forum citati su L' UNITA'

Se montassimo seguendo le normali procedure otterremmo un effetto rialzato poco gradevole.
Come potete vedere nella foto (perdonate la qualità), dopo avere montato la pianta seguendo le classiche indicazioni, l'apparato radicale risulta rialzato in maniera spropositata, di conseguenza non è stato possibile effettuare un'accurata copertura delle radici con la fibra di cocco.
Foto 2
Questo effetto rialzato si ottiene qualora si predispone uno strato di sfagno su buona parte del legno, ma soprattutto nel punto di appoggio dell'apparato radicale (foto 3).Procedimento:
per le zattere come sempre vi consiglio il legno di Manila o altri tipi di legno abbastanza robusti, lo sfagno o in alternativa la spugna sintetica, la fibra di cocco ed il filo da pesca. Le indicazioni dettagliate per fissare lo sfagno e la fibra di cocco le trovate in questo articolo specifico.
Il legno scelto dovrà essere concavo o leggermente concavo, tale da favorire un miglior appoggio e assestamento dell'apparato radicale soprattutto se quest'ultimo ha un' altezza di 2-3 cm.
Ma vediamo nel dettaglio le immagini riguardanti due esempi di zattere:
legno di quercia: pezzo di piccole dimensioni di cui andrò ad utilizzare la parte interna e non la corteccia per sfruttarne così la parte concava) ;
In quest'altro caso non essendoci spazi in cui inserire sfagno all'interno del legno procederemo con il posizionare lo sfagno solo lateralmente.
Dopo aver posizionato la pianta ricoprite il tutto con fibra di cocco, legate con filo da pesca ed infine ancorate la pianta al legno con strisce di nylon.
Il fascino dell' orchidea su zattera

Coltivazione *** Medio-Facile
Luce
Questo genere ama le posizioni molto luminose anche con luce diretta ma non nelle ore centrali della giornata con particolare riferimento ai periodi più caldi dell'anno dove le ustioni fogliari sono all'ordine del giorno. In questi periodi occorre schermare i vetri delle finestre con un tendaggio leggero oppure collocare l'Angraecum in una posizione dove possa riceve luce non diretta. Se durante il periodo estivo la si coltiva all'esterno sarà utile posizionarla in un luogo ombreggiato e ventilato.
Temperature
Nelle giornate particolarmente calde ed afose la pianta può manifestare sofferenza attraverso la perdita del turgore fogliare. Per ovviare a ciò nei periodi caldi è bene evitare l'esposizione alle alte temperature proteggendo la pianta all'interno delle abitazioni dove le temperature sono di qualche grado inferiori a quelle esterne. In estate le temperature non dovrebbero superare i 35°C mentre durante l'inverno non dovranno scendere al di sotto dei 15 °C.

Questo genere di orchidea non osserva un marcato periodo di riposo è quindi oppportuno innaffiare durante tutto l'arco dell'anno mantendo il substrato costantemente umido ma non fradicio. Successivamente alla fioritura bisognerà diminuire leggermente le innaffiature finchè la pianta non riprenderà a vegetare tramite l'emissione di nuove radici e foglie.
Umidità
Mantenete un buon livello di umidità soprattutto se le temperature sono elevate.
Concimazioni
Concimate durante tutto l'arco dell'anno facendo una pausa nel periodo post fioritura. In tale periodo, alle minori innaffiature dovrete associare una mancanza di elementi nutritivi, i quali verranno successivamente somministrati non appena la pianta riprenderà a vegetare.
Per gli Angraecum di grandi dimensioni è consigliabile la coltivazione nei cestelli appesi conteneti bark di grande pezzatura miscelato con un leggero quantitativo di torba di sfagno ed agriperlite.
Gli esemplari più piccoli possono essere coltivati su zattera.
-Angraecum Orchidea
Nell'arco di una due settimane l'orchidea avrà modo di far fronte al proprio destino e quindi se le radici tenderanno a non seccare la probabilità che emetta un keiki sarà molto elevata.In questa foto potete vedere una piccola escrescenza verde alla base del colletto ormai rinsecchito, che altro non è che un keiki.

Quando una Phalaenopsis perde tutte le foglie

-AERANGIS Orchidea

Luce
la Laelia anceps richiede un buon quantitativo di luce, ma deve essere esposta in un luogo semiombreggiato in maniera tale che l’orchidea riceva luce solare durante le ore più fresche della giornata. Individuate come collocazione un posto ventilato in questa maniera soprattutto durante le ore più calde della giornata la pianta potrà trovare sollievo mediante la naturale ventilazione e attraverso le nebulizzazioni fogliari che andrete ad effettuare giornalmente.
Temperature
non ama le temperature elevate, quindi durante l’estate e soprattutto nei periodi più caldi oltre ad individuare una collocazione esterna “fresca” (esporla a nord est o nord ovest) favorite l’umidificazione ambientale seppur minima e quindi predisponete argilla espansa ed acqua nei sottovasi e garantite vaporizzazioni fogliari giornaliere. Naturalmente l’orchidea in estate può essere tenuta anche all’interno delle abitazioni scegliendo un luogo luminoso ma riparato dai raggi diretti del sole e dotato di una buona circolazione d’aria. Anche se tenuta nei luoghi domestici la pianta va vaporizzata.
In inverno lasciate la pianta in un luogo con temperature intermedie e quindi tra i 16 ed i 20°C . e con un buon livello d'illuminazione.
(foto: fonte http://www.flickr.com/photos/idalecio/1261845041/)

Innaffiature ed umidità
nella stagione primaverile ed estiva la Laelia anceps va innaffiata generosamente ma bisogna permettere alle radici di asciugare quasi completamente tra un‘innaffiatura e l‘altra. Nei periodi più caldi, quando il substrato asciuga nel giro di 1-2 giorni, è bene effettuare innaffiature tramite immersioni in maniera tale da permettere al substrato di impregnarsi d’acqua garantendo così una maggiore riserva d’acqua, analogo discroso per il bark nuovo soprattutto se il bark contenuto nel vaso è nuovo e quindi dotato di una minore capacità di ritenzione idrica.
Laelia anceps