lunedì 30 giugno 2008

Mostra "Orchidee in centro" Città di Monte Porzio Catone



La mostra "Orchidee in centro" è divenuta un appuntamento intercontinentale per molteplici appassionati e studiosi delle orchidee, grazie all'iniziativa di Gianni Ferretti, orchidofilo, ideatore, promotore e direttore artistico della manifestazione.
La mostra è ormai giunta alla sua 13a edizione, rinforzando sempre più la sua importanza in qualità di evento internazionale, in una vetrina dinamica, vivace e caratteristica.


Passeggiare tra i vicoli del paese, alla ricerca di qualunque angolo che potesse racchiudere un piccolo spazio dove poter ammirare bellezze mai viste o solo conosciute attraverso il web è stato emozionante. L'idea di organizzare tale mostra in uno scenario così caratteristico è davvero interessante e piacevole anche se qualche piccola macchia è da sottolineare, come ad esempio la mancanza di chiare indicazioni sul percorso da seguire per poter visionare tutti gli stands.
Al di là di ciò è davvero una bellissima mostra e manifestazione.
Faccio i miei complimenti a Gianni Ferretti per il suo impegno e dedizione.

Un grazie particolare ad Ettore che ha condiviso con me questa esperienza..Grazie..


Alcune foto
..."Un angolo dedicato alle orchidee"



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sabato 21 giugno 2008

Orchidea Zygopetalum


Tra le più belle orchidee a mio avviso c’è lo Zygopetalum, originario della Colombia e del Brasile. Comprende circa una decina di orchidee epifite e terrestri con pseudobulbi ovoidali, foglie lunghe, strette e appuntite all’estremità.

Lo Zygopetalum è un’ottima orchidea robusta e malleabile: può restare in casa o nella veranda per tutto l’anno tra i 15 e i 25 °C, sin dalla primavera è possibile posizionarla all'esterno in un luogo luminoso e con una buona circolazione d'aria. Anche in estate la pianta vegeta con buoni risultati all'esterno, magari all'obra di qualche pianta riparata dai raggi diretti del sole.

Luce
L'orchidea Zygopetalum non ama i raggi diretti del sole quando l'intensità di questi è particolarmente intensa (tarda primavera -estate inoltrata). In autunno ed in inverno può essere collocata in pieno sole (sud) sul davanzale di una finestra senza alcun danno, mentre a partire dalla tarda primavera sarà bene schermare la luce solare per evitare possibile scottature, se invece lo si colloca a nord-est lo Zygopetalum godrà di un buon quantitativo di luce non dannosa e non sarà necessario scheramare.

Annaffiature
Il substrato deve rimanere costantemente umido, ma non zuppo d’acqua. Questa orchidea è molto sensibile ai ristagni per cui innaffiate con parsimonia soprattutto durante l'autunno e l'inverno. Quando le temperature raggiungeranno livelli gradevoli e/o levati sarà necessario aumentare il livello di umidità predispondendo un sottovaso con argilla espansa ed acqua e procedere con leggere vaporizzazioni fogliari. E' bene non eccedere con le vaporizzazioni poichè questa orchidea si è rivelata molto sensibile ai ristagni idrici sulle foglie, non di rado capita di vedere sulla foglie macchie di vecchi ristagni idrici.

Concimazioni
Le fertilizzazioni devono essere effettuate con parsimonia poichè le radici sono molto sensibili non solo agli eccessi idrici ma anche ai depositi salini. Sono consigliabili concimazioni sporadiche e molto leggere.

(Zygopetalum arthur elle)
Substrato

Riguardo a questo argomento non si può generalizzare poichè gli Zygopetalum si distinguono in epifite e terricole. Fatta questa premessa è bene informarsi sullo Zygopetalum che si possiede per non commettere errori.
Le epifite necessitano di un substrato composto da bark, torba e sfagno in parti uguali, mentre le terricole vanno coltivate in un terriccio bilanciato e ben drenato.

Moltiplicazione

I rizomi possono essere divisi in primavera avendo l’accortezza di mantenere una radice ben formata per ogni parte di rizoma.

Parassiti e malattie
Gli pseudobulbi possono essere danneggiati dall’oziorinco, sono probabili anche attacchi di afidi e cocciniglia.

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Orchidea Vanda

Le orchidee vandacee sono originarie dell’Asia tropicale e crescono facilmente nei climi caldi dove possono essere coltivate all’esterno in zone leggermente ombreggiate.

Nei climi dove gli inverni sono freddi è bene coltivarle all’interno delle abitazioni dinanzi ad una finestra soleggiata, mentre in estate le si può trasferire all’esterno.

Temperatura:
le Vanda amano le temperature calde. Le temperature ideali sono di 15°C durante la notte e di 35 °C durante il giorno. Brevi periodi di temperature fredde possono essere tollerati , circa 8°C di minima notturna, a patto che non ci sia vento.

Durante l’estate, le temperature elevate determinano una crescita rapida della Vanda, occorre quindi bilanciare le alte temperature con un maggiore quantitativo di umidità mediante vaporizzazioni, con un maggiore movimento d’aria e con maggiori bagnature e fertilizzazioni.

Luce:
il fattore luce è un elemento essenziale al fine di indurre la pianta alla fioritura: le Vanda a foglie cilindriche necessitano di una maggiore quantità di luce per firorire, occorrerà trovare una collocazione molto luminosa che permetta alla pianta di giovare della luce solare per buona parte della giornata. In estate occorre comunque fare attenzione alle ore centrali della giornata in cui l'intendsità dei raggi solari è particolarmente elevata.

I tipi a foglie nastriformi necessitano di un ombreggiamento durante la maggior parte della giornata, gradiscono, infatti, la luce del mattino mentre nelle ore pomeridiane prediligono l'ombreggiamento.
Acqua:
le Vanda necessitano di un buon quantitativo d’acqua ma al tempo stesso le radici devono asciugarsi rapidamente. Le innaffiature devono essere quotidiane durante i periodi molto caldi e soleggiati ed associate a frequenti nebulizzazioni.
In inverno dovranno essere innaffiate e nebulizzate con maggiore parsimonia.

Umidità:
è uno dei requisiti fondamentali per un sano sviluppo dell’orchidea: occorre nebulizzare le foglie e le radici giornalmente (quando si effettuano le nebulizzazioni le foglie dovranno essere asciutte prima di sera) oppure adagiare l’orchidea su sottovasi con uno strato di argilla ed acqua, facendo attenzione a non far entrare in contatto l’acqua con le radici.

Concimazioni:
sono orchidee che necessitano di un buon quantitativo di sostanze nutritive, per tale motivo durante l’estate (periodo di maggiore accrescimento) si potrà concimare con un fertilizzante N.P.K. 20 20 20 una volta settimana seguendo le dosi riportate sull’etichetta.

In alternativa è possibile concimare ad ogni innaffiatura utilizzando dosi di fertilizzante maggiormente diluite evitando così eccessi di fertilizzante.

Quando le temperature sono fredde le concimazioni possono essere effettuate ogni due tre settimane.

Per indurre la fioritura bisognerà, durante il periodo autunnale/invernale, utilizzare un fertilizzante con un elevato tasso di fosforo.

Movimento d’aria:
è un fattore fondamentale sia per le radici che amano il contatto diretto con l’aria sia per le foglie.

Rinvaso:
si effettua in primavera. Le Vanda coltivate nei cestini non hanno bisogno di essere rinvasate spesso, ma solo quando il substrato inizia a deteriorarsi, dunque a trattenere troppa acqua risultando molliccio al tatto o quando inizia a sbriciolarsi.

Il rinvaso si effettua mettendo il vecchio cestino contenente l’apparato radicale in ammollo nell’acqua, in questa maniera le radici ammorbidendosi saranno più malleabili e facili da gestire. Dopo aver ammorbidito le radici la pianta andrà posizionata con il vecchio cestino in un cestino più grande.

Le piante invasate devono essere rinvasate in un vaso con dimensioni leggermente più grandi. Il substrato dovrà essere costituito da bark di grossa pezzatura, felce arborea e carbone facendolo penetrare nelle radici.
Specie:

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lunedì 16 giugno 2008

La Cattleya

La Cattleya è un genere di orchidea che origina nalle zone tropicali del sud e del centro America e comprende circa 65 specie in maggioranza epifite ed in minima parte litofite. Sono orchidee a sviluppo simpodiale caratterizzate da pseudobulbi di lunghezza variabile.
Gli pseudobulbi si sviluppano da un rizoma a portamento orizzontale al cui vertice si formano una due tre foglie.






Le infiorescenze sono nella maggior parte dei casi terminali e costituite da 2-10 fiori che si sviluppano dall’apice dello stelo pseudobulboso e sono caratteristici per il fatto di essere peduncolati.

Il genere Cattleya si distingue in monofiliate, che sviluppano una sola foglia e fiori grandi e in bifoliate che portano da due a tre foglie.




Ciclo vegetativo
Il periodo vegetativo coincide con l’emissione di un nuovo stelo pseudobuboso che si forma vicino al precedente distanziato da pochi centimetri in quanto il fusto rizomatoso nel frattempo è cresciuto di qualche centimetro.



La catlleya si sviluppa in senso orizzontale, ed ogni pseudobulbo potrà fiorire una sola volta, nuove infiorescenze si svilupperanno solo dalle nuove vegetazioni. Gli pseudobulbi più vecchi non emetteranno più fiori, ma con il passare degli anni ingialliscono fino a perdere vitalità.


Temperature
Le temperature ideali in inverno si aggirano intorno ai 13 15 °C di minima e 22 23 °C di massima, mentre in estate le temperature non dovrebbero superare i 30 32°C.

La Cattleya non ama sbalzi termici tra giorno e notte superiori ai 5 – 6 °C

Quando le temperature sono alte occore fornire un buon quantitativo di luce, in caso contrario si possono creare degli scompensi metabolici.
Ama la buona ventilazione ma non le correnti d’aria.


Luce

Come detto in precedenza, se le temperature sono alte occorre fornire un buon quantitativo di luce preferibilmente al mattino evitando le ore centrali della giornata (nel periodo estivo).

Se la si coltiva in casa è bene collocarla davanti una finestra esposta ad est o ad ovest, mentre se la si espone davanti una finestra orientata a sud è bene schermare i vetri con una tenda (la schermatura è necessaria nel periodo estivo ma non in quello autunnale ed invernale).

L’esposizione a nord non è consigliata.

Annaffiature ed umidità
Le annaffiature devono essere regolari e tra un’innaffiatura e l’altra il substrato deve essere quasi asciutto.
Con le alte temperature l‘umidità è fondamentale e deve essere favorita predisponendo un sottovaso con argilla espansa ed acqua.


Concimazioni

La Cattleya deve essere concimata con un concime con alto tasso di azoto N.P.K. 30 10 10 durante la fase vegetativa che ha inizio con la primavera, mentre durante il periodo della fioritura occorrerà somministrare un concime con un basso titolo di azoto (N) e un alto titolo di fosforo (P) e potassio (K) ad esempio un concime NPK 10:30:20.
Durante gli altri periodi si utilizzerà un concime bilanciato
Come utilizzare i fertilizzanti: in che dosi?

1 grammo per litro d’acqua ogni due tre annaffiature

oppure


1 grammo per 3/4 litri d’acqua ad ogni annaffiatura, sospendendo la concimazione con una due annaffiature senza concime per ripulire le radici da eventuali residui chimici.
Prima di concimare bagnate le radici e lasciate che assorbano l’acqua , successivamente preparate la dose di fertilizzante diluita con acqua (piovana o decantata) e procedete con la fertilizzazione. Lasciate la pianta a scolare l’acqua in eccesso , datele il tempo adeguato, e poi riponetela sul sottovaso.

Se effettuate due concimazioni di seguito , procedete con un’annaffiatura senza fertilizzante, in questa maniera sia le radici sia il substrato di coltivazione potrà essere dilavato degli eventuali residui..


Dopo le concimazioni è opportuno non far asciugare completamente il substrato al fine di evitare pericolose concentrazioni di sali minerali , è inoltre opportuno dopo un certo numero di concimazioni dilavare il substrato con acqua senza aggiunta di concime, procedete quindi con una semplice annaffiatura.


Rinvaso e substrato
E’ bene rinvasare la Cattleya quando il substrato è deteriorato o quando la pianta fuoriesce dal vaso o quando il quantitatitatvo di radici che fuoriesce dal vaso è eccessivo.
E’ bene rinvasare durante la primavera, quindi in concomitanza con la ripresa vegetativa, in particolare occorre rinvasare quando le nuove radici emesse dall’orchidea avranno raggiunto una lunghezza di 2 – 3 cm.
La Cattleya essendo epifita predilige la sistemazione su tronchetti, zattere, rami, ma si adatta anche all’interno dei vasi con un substrato composto da bark e osmunda o da solo materiale inerte, quindi bark, polistirolo, carbonella (poca).

Periodo di riposo
Il periodo di riposo è previsto tra ottobre ed aprile periodo in cui occorre sospendere le nebulizzazioni e le annaffiature. Se durante l’autunno la Cattleya è ancora in fase di sviluppo con radice e/o foglie in crescita è bene sospendere le nebulizzazioni ma non le annaffiature. Ad ottobre inoltrato l’orchidea entrerà in riposo per cui sospendete le annaffiature e le nebulizzazioni e fornite tanta luce e la giusta ventilazione.
Ad aprile la Cattleya riprenderà a vegetare con conseguente bisogno d'acqua: immergete il vaso in acqua decantata a temperatura ambiente in maniera tale che il substrato abbia il tempo di idratarsi, lasciate sgrondare l’acqua e riponete l’orchidea sul sottovaso.

Riprendete le concimazioni e le nebulizzazioni.


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Parassiti orchidee

Parassiti orchidee

Lumaca

Le lumache e le limacce (quest'ultime prive di conchiglia) sono molluschi gasteropodi polmonari terrestri privi di scheletro che appartengono alla famiglia degli Elicidi.
Sono costituite da un piede assai sviluppato mediante il quale strisciano sul substrato e secernono un muco argenteo. Sul capo sono evidenti quattro tentacoli: i due più lunghi sono provvisti di occhi, mentre quelli più corti e disposti più in baso hanno la funzione olfattiva, gustativa e tattile.
La loro presenza è favorita dall’elevata umidità, in particolare dalle piogge. Particolarmente attive durante le ore notturne sono in grado di arrecare grandi danni alle orchidee di cui amano nutrirsi.




Limaccia

I danni che le lumache e le limacce provocano sono ben evidenti e consistono in grandi porzioni di lembo divorate ma anche in cavità.
Essendo molto voraci, l’attacco di una sola notte può produrre dei danni consistenti alla parte aerea dell’orchidea causandone un deperimento. Se la pianta attaccata non è vigorosa e non è in grado di ripristinare le foglie di cui è stata privata può morire in breve tempo.
Azione
Per combatterle si possono utilizzare delle foglie di lattuga o della birra.
Se malgrado i tentativi non riuscite a combatterle ed eliminarle in maniera adeguata potete ricorrere all’utilizzo di prodotti a basa di Metaldeide.


Afidi-Pidocchi

Gli Afidi, conosciuti anche come pidocchi, appartengono alla famiglia dei rincoti e sono lunghi circa 2-3 mm, il loro colore varia dal verde chiaro al bruno. Si sviluppano nei periodi troppo caldi o troppo freddi e sono provvisti di un apparato pungente succhiatore attraverso il quale producono delle piccole punture sulla superficie delle foglie, dei rami e dei germogli al fine di succhiare la linfa della pianta. Si possono riscontrare colonie di pidocchi nelle pagine inferiori delle foglie ma anche sui fusti sui giovani germogli e sui fiori sui quali producono decolorazioni puntiformi. Indeboliscono la pianta rendendola più esposta alle malattie crittogamiche.
Gli escrementi zuccherini degli afidi attirano api, mosche e formiche, in particolare con quest’ultime vivono una sorta di simbiosi, pertanto la loro presenza è molto indicativa: se si osserva un via vai di formiche sulle piante occorre trattare la pianta con un prodotto specifico tipo il Confidor o ad ampio spettro.
Azione
Tra i principi attivi più utilizzati vi sono: Imidacloprid, Primiclarb, Quinalphos, Fenitrothion, Triclorfon, Diflubenzuron, Endosulfan.
In natura gli antagonisti naturali sono le coccinelle (Adalia bipunctata) o delle piccole vespe.

Ragnetto rosso
Gli Acari sono dei piccoli organismi dannosi appartenenti alla classe degli aracnidi che si nutrono della linfa della pianta. Il loro aspetto è simile a quello di piccoli ragni, si annidano nella pagina inferiore delle foglie e attraverso le loro punture causano la comparsa di piccole punture decolorate che in un secondo momento diventano simili a delle macchie giallastre o biancastre.
Questi insetti possono determinare un ingiallimento fogliare ed un successivo essiccamento che comporta la perdita delle foglie. Le foglie possono anche non cadere ma risultare danneggiate, oltre a ciò anche i fiori possono subire un danneggiamento.
Le generazioni di ragni rossi si rinnovano ogni dieci giorni, in particolare nel periodo primaverile ed estivo; le infestazioni possono essere molto rapide poichè si riproducono svariate volte ed il numero delle uova deposte è particolarmente elevato.

Alla classe degli aracnidi appartengono diverse famiglie tra le quali: Tetranichidi, Tarsonemidi, Tenuipalpidi, Tetranychus urticale, Panonychus ulmi, Oligonychus ununguis.


Azione
Quando si utilizzano prodotti chimici occorre sapere che gli acari sono in grado di dar vita a ceppi resistenti ai prodotti chimici, pertanto sarebbe opportuno alternare vari prodotti nella lotta se il fenomeno si ripresenta.
Tra i prodotti acaricidi sono raccomandabili dicofol e/o tetradifon ed enodosulfan per i Tarsonemidi e dicofol più clorbenside per i Tenuipalpidi.
Tali prodotti devono essere utilizzati prima della comparsa dei sintomi sulle foglie.


Aleurodidi

Gli Aleurodidi sono dei piccoli insetti succhiatori (1-3mm) detti anche farfalline bianche.
Sono ricoperti da una fine polvere biancastra e si sviluppano in luoghi caldi, umidi e con scarsa ventilazione
Sono insetti che si riproducono facilmente e velocemente; infestano la pagina inferiore delle foglie e secernono un’abbondante melata che può dar origine alla fumaggine e provocare ingiallimenti fogliari ed un indebolimento della pianta, che se sottoposta ad un attacco massiccio di tale parassita può anche perdere le foglie e morire.
Gli insetti come detto in precedenza si annidano sulla pagina inferiore della foglia e le femmine vi depongono circa 150/200 uova, che dopo un periodo di 12 giorni circa si schiudono dando origine ai neanidi.
Essendo insetti succhiatori è bene eliminarli dal momento che possono trasmettere malattie e virus.


Azione
La lotta contro questi parassiti può risultare difficoltosa giacché la deposizione delle uova avviene in tempi diversi, ma anche perché tali uova sono ricoperte da una sostanza cerosa che li protegge rendendo quindi inefficace la somministrazione di insetticida.
Per eliminarli si possono utilizzare trappole appiccicose colorate di giallo da appendere sopra la pianta a circa 20 cm oppure effettuare un trattamento insetticida a base di bifentrina, piretro, acefale, dimetoato ed endosulfan da effettuare una volta a settimana nell’arco di un mese, oppure imidacloprid una volta al mese.

Cocciniglia cotonosa


Le cocciniglie sono dei piccoli insetti ricoperti da una particolare sostanza cerosa bianca o di colore grigio – marrone, che si può presentare sottoforma di peluria bianca ( cocciniglia cotonosa) oppure assumere l’aspetto di uno scudo conico di colore marrone (cocciniglia scudetto).







Nelle prime fasi di sviluppo, tali parassiti sono mobili per cui la loro identificazione risulta essere più difficoltosa, mentre nella fase adulta tali parassiti si dispongono in colonie immobili ricoprendosi di una sostanza cerosa (scudetto) che ha lo scopo di proteggere il parassita e che rende più semplice l’identificazione della cocciniglia .





Cocciniglia scudetto

La loro dimensione varia dai pochi millimetri al mezzo centimetro e colonizzano generalmente le parti giovani della pianta, germogli e foglie, ma possono attaccare anche l’apparato radicale causando un grave danno alla pianta. Si sviluppano con facilità negli interstizi fogliari o nei punti poco esposti alla luce, prediligendo le orchidee e le piante in generale che sono regolarmente concimate con un fertilizzante ad alto tasso di azoto.

Proliferano, inoltre, sulle piante posizionate in luoghi caldi ed umidi. Se si nota la presenza di formiche, questo deve essere un campanello d’allarme, in quanto le formiche amano nutrirsi di melata, una sostanza dolciastra prodotta dalla cocciniglia.
Le cocciniglie provocano vari danni alle piante e attraverso la produzione di melata possono favorire la proliferazione di altri agenti patogeni tra i quali la fumaggine.
Le cocciniglie possono essere di differenti specie e quindi manifestarsi in diversi modi, cioè agendo a livello fogliare o a livello radicale. In entrambi i casi alterano il ciclo della pianta, quindi la crescita delle foglie e dei fusti che presentano varie malformazioni causando fioriture stentate. Le piante colpite presentano, dunque, uno sviluppo ridotto associato ad un deperimento generale e sulle foglie possono riscontrarsi delle macchie traslucide prodotte dalle secrezioni del parassita.

Le cocciniglie possono essere di differenti specie e quindi manifestarsi in diversi modi, cioè agendo a livello fogliare o a livello radicale. In entrambi i casi alterano il ciclo della pianta, quindi la crescita delle foglie e dei fusti che presentano varie malformazioni causando fioriture stentate. Le piante colpite presentano, dunque, uno sviluppo ridotto associato ad un deperimento generale e sulle foglie possono riscontrarsi delle macchie traslucide prodotte dalle secrezioni del parassita.

Infestazione a livello radicale


La cocciniglia cotonosa e quella a scudetto si insinuano nelle piante a livello fogliare, in particolare nelle ascelle fogliari, mentre le cocciniglie radicali proliferano ed infestano esclusivamente le radici risultando maggiormente insidiose in quanto difficili da identificare.

Azione
In natura tali parassiti sono controllati dagli antagonisti naturali, c’è dunque un equilibrio biologico.
Nelle coltivazioni, invece, venendo a mancare tale equilibrio è indispensabile agire con prodotti chimici tra i quali antiparassitari specifici.
Nel caso delle cocciniglie radicali tali antiparassitari si utilizzano somministrandoli alla pianta assieme alle annaffiature.
Nei casi di cocciniglia cotonosa/scudetto si rimuove il parassita manualmente utilizzando un bastoncino di cotone imbevuto di alcool o di acqua saponata (sapone di Marsiglia), oppure attraverso l’utilizzo di prodotti specifici se l’infestazione è diffusa.
Un buon insetticida è il “Confidor oil” ( che svolge un’azione disinfettante e preventiva avvalendosi del principio attivo IMIDACLOPRID )da utilizzare nella dose di 3 grammi di prodotto per litro d’acqua.
Prevenzione
I trattamenti preventivi possono essere effettuati due volte l’anno.


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lunedì 9 giugno 2008

Keiki orchidee


Il termine Keiki (bambino) h si sviluppano dalla gemme dormienti presenti sui fusti, sugli steli o alla base degli pseudobulbi o del colletto delle nostre orchidee.









Generalmente le orchidee producono keiki quando non hanno ricevuto una coltivazione adeguata: le gemme nodali si attivano e anzichè produrre fiori si attivano per la produzione di nuove piante.









(foto 1)

Le Phalaenopsis producono keiki sugli steli, in corrispondenza delle gemme dormienti ppure formarsi alla base del colletto (foto2).







foto 2

Le Phalaenopsis emettono keiki quando non sono sottoposte a temperature costanti di 13 -14 °C essenziali, per indurre fondamentali essenziali per una corretta coltivazione non sono adeguati.
(foto tratta da http://www.ltn.lv/~estere/eque02m.jpg)
Una volta che il keiki è ben formato ed ha sviluppato radici lunghe circa 4 - 5 cm lo si può staccare dalla pianta madre e rinvasare singolarmente come una normale orchidea.

Un Keiki per sviluppare radici abbsatanza lunghe può impiegare diverso tempo: in alcuni casi l'emissione di nuove radici avviene in tempi rapidi, in altri l'attesa risulta abbastanza lunga (anche diversi mesi).

Al momento della divisione, occorrerà utilizzare strumenti (taglierino, bisturi, forbice, coltello) sterilizzati.

Per concludere, i keiki si formano a causa di un’errata coltivazione che non permette alla pianta di canalizzare le energie necessarie verso le gemme dormienti ai fini della fioritura. I tal modo la pianta ritiene più semplice ed utile produrre nuove piante ai fini della continuazione della specie invece che attivarsi per la fioritura.

In alcuni casi, però, il fenomeno della filiazione si verifica anche involontariamente.
Ciò può deludere perché l’emissione del keiki comporta la perdita della fioritura, ma a mio avviso, è comunque un lieto evento.


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