martedì 21 aprile 2009

Dracula: l'orchidea tenebrosa.


Il genere Dracula è originario dell’America centro meridionale con particolare sviluppo in Ecuador; sono orchidee sempreverdi distinte in epifite e terricole dalle dimensioni variabili comprese tra medie dimensioni e specie in miniatura.

Le foglie sono nastriformi ed appuntite, in alcuni casi caratterizzate da marcate venature. Le foglie crescono in piccoli cespi alla base dei quali si sviluppano lunghi fusti nella maggior parte dei casi penduli, costituiti da singoli fiori dalle dimensioni generose il cui colore varia dal giallo, al viola, al rosso.

Dracula houtteana

La loro storia risale al 1870 quando furono scoperte nelle fitte e nebbiose foreste della Cordigliera occidentale Colombiana ed in Ecuador.
Il fiore delle Dracula può ricordare o essere confuso con il fiore delle Masdevallia ma ad un’attenta osservazione si può notare la differente forma triangolare del fiore con petali dotati di un sottile e lungo sperone simile ad una coda. Il fiore, inoltre, presenta striature o puntinature di colore porpora o marrone su tutta la superficie dei petali o solo sui bordi, caratteristica che ne aumenta la particolarità e la bellezza estetica.
Il nome Dracula deriva dalla particolarità del fiore che ne ricorda l’aspetto di un "piccolo drago".

Luce
Il genere Dracula non ama la luce diretta del sole soprattutto durante i mesi estivi, deve quindi essere coltivata in un ambiente luminoso ma non direttamente raggiunto dai raggi solari. In estate è bene ombreggiare la pianta soprattutto se le temperature sono elevate e se l’irradiazione solare è intensa.

Temperature
Sono orchidee che temono il freddo ed hanno quindi bisogno di temperature gradevoli soprattutto durante i periodi freddi, mentre durante l’estate occorre far attenzione ai periodi in cui il caldo raggiunge una notevole intensità cercando di aumentare la ventilazione, le nebulizzazioni e quindi il livello di umidità.

Innaffiature/Umidità
Devono essere effettuate con regolarità durante tutto l’arco dell' anno evitando però i ristagni idrici i quali risultano nocivi per le radici che essendo abbastanza sottili sono maggiormente suscettibili agli eccessi d‘acqua. E' bene innaffiare con acqua piovana se possibile o in alternativa con acqua demineralizzata.
Alle innaffiature è bene associare delle nebulizzazioni dell’apparato fogliare poiché queste piante nel loro habitat naturale vivono in ambienti particolarmente umidi con tassi di umidità vicini al 90%. Per alcune specie, tra cui la Dracula vampira, un elevato tasso di umidità è indispensabile per mantenere la turgidità dei fiori: un ambiente particolarmente secco determina la chiusura dei fiori.

Substrato
Come substrato può essere utilizzato bark di piccola pezzatura unito a piccoli ciuffi di sfagno e pezzetti di polistirolo, o in alternativa è possibile invasare le Dracula in un substrato composto da solo sfagno.
Per le specie terricole occorre utilizzare un substrato più ricco e corposo composto da torba di sfagno, humus, bark di piccola pezzatura e materiale drenante tra cui polistirolo, agriperlite ecc.

E’ bene utilizzare vasi forati e quindi contenitori in rete metalicca o in legno poichè gli steli si sviluppano alla base dei cespi fogliari e seguendo il geotropismo negativo assumono un portamento pendulo.


Concimazioni
Le concimazioni devono essere effettuate a partire dalla primavera per poi concludersi ad ottobre/novembre ed interrompersi durante la stagione fredda. In primavera occorre utilizzare un fertilizzante con un alto titolo di (N) Azoto ( 30 - 10 - 10 oppure 5- 3 - 3 ) mentre a partire dall’estate fino ad ottobre si utilizzerà un concime con un alto titolo di (P) e (K) Fosforo e Potassio per stimolare la fioritura (10 - 30 - 20 / 3 - 5 - 7 - ecc.).
Prima di concimare le Dracula, è essenziale bagnare le radici con acqua e poi somministrare la soluzione di acqua e fertilizzante per evitare di far bruciare le radici. A tal proposito è bene anche utilizzare piccole dosi di fertilizzante, poiché eccessive dosi potrebbero pregiudicare la salute delle radici.

Moltiplicazione
La moltiplicazione si effettua attraverso la divisione dei cespi .

Malattie e parassiti
Problemi radicali e quindi marciumi possono insorgere in seguito ad abbondanti ed eccessive innaffiature, mentre i principali parassiti che possono attaccare la pianta sono gli afidi e la cocciniglia. Interventi preventivi mediante somministrazione di antiparassitari a base di Imidacloprid possono essere effettuati due volte l’anno e quindi uno in primavera ed uno in autunno mediante semplice vaporizzazione del prodotto

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domenica 12 aprile 2009

Oncidium su zattera: un amore di Oncidium.

Quando si parla di zattere e di orchidee, non si può non rimanere affascinati dalla bellezza sprigionata da queste splendide piante, che come farfalle si posano su semplici tronchetti di legno e qui vi attecchiscono vegetando e fiorendo.

Purtroppo coltivare orchidee su zattera in ambienti casalinghi non è sempre semplice soprattutto se si trata di orchidee monopodiali quali le Phalaenopsis. La loro struttura monopodiale non permette loro di avere riserve idriche di cui disporre al momento del bisogno, pertanto, una Phalaenopsis montata su zattera potrebbe avere maggiori difficoltà di adattamento rispetto, per esempio, ad un oncidium provvisto di pseudobulbi ricchi di sostanze nutritive.

Se però amate le zattere e volete cimentarvi nella loro realizzazione seguite questa piccola guida.

Ho montato su zattera un semplice Oncidium e vi consiglio di fare altrettanto perchè di facile coltivazione.
cosa occorre:

Tronchetto di legno di Manila ( è il classico legno utilizzato per gli acquari, lo trovate nei grandi supermercati).

Sfagno/Muschio (quest'ultimo ripulito sotto acqua corrente da eventuali residui di terreno o di parassiti).

Fibra di cocco sintetica (quella che si trova sui tutori per piante rampicanti).

Filo di lenza da pesca (lo si trova anche sui tutori per piante rampicanti).

Strisce di nylon (la classica calza, collant)

Per prima cosa scegliete un bel pezzo di legno: nel mio caso ho scelto un tronchetto di legno di medie dimensioni (lo trovate nei supermercati nel reparto alimenti ed accessori per animali).

Come legno è ottimo poichè molto frastagliato e resistente (basta considerare che è utilizzato per gli acquari).



Prendete un pugno di sfagno e posizionatelo sopra la zaterra nel posto che ritenete più congeniale ed adatto.

Prendete poi la fibra di cocco che avrete staccato dal tutore e posizionatela sopra lo sfagno: in questa maniera la funzione della fibra di cocco sarà quella di mantenere più umido lo sfagno rallentandone i tempi di asciugatura.



Prendete il filo di lenza da pesca e legatelo intorno al tronchetto: dovrete legare la fibra di cocco alla zattera. In questa maniera la fibra si assesterà creando una sorta di barriera sullo sfagno utile per mantenere l'umidità.




Posizionate la vostra orchidea, in questo caso un Oncidium, in maniera tale da lasciare libero spazio alla pianta per svilupparsi. Non posizionatela troppo vicina alle estremità.



Quando avrete deciso la giusta posizione anche in funzione dell'adattamento della pianta prendete delle strisce in nylon (di buona qualità altrimenti si deteriora facilmente) e legate l'orchidea al tronchetto. Cercate di non lesionare nè le radici ne i nuovi pseudobulbi in crescita che di norma sono molto più delicati rispetto ai vecchi pseudobulbi.

Stelo in formazione.



Lo sviluppo e l'adattamento dell'orchidea senza l'ausilio di una serra o di un orchidario in questo caso può definirsi ottimale.

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sabato 4 aprile 2009

Mostra Monteporzio Catone 2009

Qualche immagine per tutti coloro che non hanno potuto godere di cotanta bellezza.



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martedì 17 marzo 2009

La rubrica dell'orchidofilia: domande e dubbi sulla coltivazione delle orchidee.

Questo spazio è riservato alle domande più frequenti con l'intento di creare una pagina di semplice consultazione per tutti gli orchidofili alle prime armi.
Inserite le vostre domande utilizzando la voce commenti e la risposta non tarderà ad arrivare.

Se poi volete condividere la vostra passione per le orchidee con la Community del Forum Orchidofilia basta cliccare qui.


Dunque ..dunque ....buone orchidee a tutti e vediamo di chi sarà la prima domanda.


A.

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lunedì 9 marzo 2009

La Brassavola: "Signora della Notte"


Il genere Brassavola comprende circa 15 specie di orchidee che in natura crescono a basse altitudini dal Messico all'Argentina . Queste orchidee si caratterizzano per il profumo intenso sprigionato dai fiori durante le ore notturne al fine di attirare gli insetti impollinatori.

Grazie a questa peculiarità la Brassavola è stata soprannominata Signora della Notte.



Questo genere è stato catalogato nel 1813 ad opera di Robert Brown che lo chiamò così in onore di Antonio Brassavola medico naturalista del XVI secolo. Può essere epifita o litofita ed è costituita da pseudobulbi monofogliari.

Luce

Amano la luce ma non i raggi diretti del sole nei periodi più caldi della stagione estiva: in questo caso è bene esporre la pianta in una posizione in cui possa ricevere luce soffusa.

Temperature

Queste orchidee temono il freddo per cui in inverno le temperature non dovranno scendere al di sotto dei 15°C, mentre in estate temperature superiori ai 30°C possono arrecare qualche scompenso all'attività metabolica della pianta.

Innaffiature

Le innaffiature devono essere regolari e tra un'innaffiatura e l'altra è buona norma lasciare asciugare quasi totalmente il terreno di coltivazione. In inverno le innaffiature non andranno interrotte, ma diminuite di molto, quel tanto che basta per non far raggrinzire eccessivamente le innaffiature.

Ventilazione

La ventilazione è un elemento importante nella coltivazione di questo genere di orchidee poichè permette alle piante di tollerare con maggior facilità le alte temperature. La ventilazione, inoltre, permette alle radici di asciugare in tempi rapidi e quindi di essre meno soggette a marciumi radicali.

Concimazioni

Le concimazioni vanno effettuate con regolarità durante la fase di sviluppo della pianta (da marzo ad ottobre) con fertilizzanti bilanciati o con diversi valori di N.P.K. Durante la fase di riposo le concimazioni potranno essere effettuate in maniera molto blanda, circa una volta al mese.


Substrato

Il substrato di coltivazione deve essere inerte e costituito da bark agriperlite polistirolo, ma è possibile utilizzare anche sfagno , osmunda ecc..a patto che le radici asciughino in breve tempo.

Le specie pendenti come la B. nodosa è opportuno appenderle in cestelli .


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giovedì 5 marzo 2009

Ascocentrum: "una Vanda in miniatura".

Il genere Ascocentrum comprende una decina di specie originarie del sud est asiatico.


La loro caratteristica principale consiste nella somiglianza con il genere Vanda: il genere Ascocentrum, infatti, può essere considerato come una sorta di Vanda in miniatura. C'è da dire, però, che il genere Ascocentrum si differenzia dalla Vanda non solo per le dimensioni ridotte, ma anche per la fioritura. I fiori hanno petali e sepali di uguali dimensioni e si caratterizzano per i colori vivaci e per le infiorescenze molto più copiose rispetto alle Vanda. L'ibridazione tra Ascocentrum e Vanda da origine al genere Ascocenda dai fiori molto vistosi e colorati con dimensioni molto più contenute rispetto alla Vanda.

Luce
Hanno bisogno di molta luce e possono essere sottoposte anche a qualche ora di luce diretta nelle ore non centrali della giornata. La luce è importante per la fioritura ma anche per la crescita rigogliosa dell'apparato fogliare. Una scarsa illuminazione può determinare la mancata fioritura e la comparsa di macchie fogliari.

Temperature
Gradiscono temperature gradevoli da serra temperata, pertanto le temperature minime non dovranno scendere al di sotto dei 12 - 15°C.


Innaffiature
Sono orchidee che necessitano di buone innaffiature soprattutto durante il periodo primaverile ed estivo, associate a vaporizzazioni fogliari e radicali soprattutto durante i periodi più caldi. Le vaporizzazioni dovranno essere effettuate sull'apparato fogliare, sulle radici aeree e sul bark superficiale.


Concimazioni
Le concimazioni dovranno essere costanti: somministrare un fertilizzante specifico ogni 7-10 giorni durante il periodo di massimo sviluppo della pianta (quando la crescita fogliare e radicale è a pieno ritmo).



Substrato
Il substrato ideale è composto da materiale molto drenante quale bark, agriperlite, carbonella, polistirolo. Possono essere coltivate anche su corteccia o in cestelli di legno.





Divisione
In primavera è possibile dividere i cespi di radici.


Malattie
Sono orchidee che necessitano di ambienti abbstanza ventilati per cui una mancanza di ventilazione potrebbe dar luogo allo sviluppo di malattie parassitarie, a marciumi ecc..

Vedi anche/Link correlati

Ascocentrum ampullaceum


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